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“Contro la ‘ndrangheta serve una cultura non succube”

Maria FerrucciLa sindaca di Corsico e vicepresidente di Avviso Pubblico interviene su quanto accaduto a Oppido Mamertina, stigmatizzando chi china la schiena di fronte alla mafia

 

 

Corsico (7 luglio 2014) – Se non fosse stato per un comandante dei carabinieri con il senso delle istituzioni e un cronista locale attento a quanto accade nel suo territorio, la notizia sarebbe passata in sordina. In pochi, infatti, almeno fino al 2 luglio scorso conoscevano il piccolo Comune di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria. Eppure ha una lunga storia legata alla ‘ndrangheta.

Ci sono i don Puglisi, i don Diana e per fortuna tanti altri preti e cristiani coraggiosi – commenta la sindaca di Corsico Maria Ferrucci, che è anche vice presidente di Avviso Pubblico – e poi ci sono i servi, quelli che si girano dall’altra parte quando devono combattere il malaffare e la cultura mafiosa e si sottomettono chinando la schiena e abbassando lo sguardo. Per sconfiggere le mafie – ha precisato la sindaca anche attraverso i social network – non ci vogliono soltanto più strumenti repressivi; serve una cultura diversa e non succube, omertosa o assoggettata”.

Nel Comune reggino vivono poco più di 5.350 persone, ma, dal punto di vista religioso, ha un importante significato: è sede della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi che copre una superficie di circa 930 chilometri quadrati, suddivisa in 66 parrocchie e 4 vicariati per una popolazione di 186.500 cattolici.

Come molti altri Comuni della Piana di Gioia Tauro, anche qui la ‘ndrangheta ha allungato i suoi tentacoli, tanto che secondo gli investigatori sono ben otto le ‘ndrine che si sono costituite nel piccolo centro oggi sotto i riflettori dei principali organi d’informazione.

Proprio nell’area intorno a Reggio Calabria, il 5 marzo l’associazione “Avviso Pubblico – enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie” aveva organizzato un incontro dal titolo “Dallo scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazioni mafiose alla diffusione delle buone prassi amministrative. Il ruolo degli enti locali nella prevenzione e nel contrasto alle mafie”. L’iniziativa era stata organizzata insieme al sindaco di Condofuri.

Allora, la delegazione andò anche in visita al centro gestito dalla cooperativa sociale “Valle del Marro” a Polistena, ma anche sui terreni confiscati di Castellace, frazione del Comune di Oppido Mamertina, sul fondo in località Baronello, “la cui storia – precisa Avviso Pubblico – è fortemente emblematica di tutte le vicissitudini criminali subite dalla cooperativa nel corso degli anni”.

di
Uff. Stampa Comune di Corsico