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Confronto o intimidazione?

NewsLe organizzazioni sindacali insistono sulla strada dello scontro, invece di accogliere la proposta di dialogo avanzata dall’assessore al personale. Alcuni volantini distribuiti oggi durante lo sciopero contengono dei tentativi di pressione sulla sindaca Maria Ferrucci in vista delle prossime elezioni amministrative

Corsico (23 marzo 2015) – Un manifesto listato a lutto. Delle urne elettorali, con la scritta “Io scelgo il mio futuro”. Cinque volantini, con un titolo ricorrente: “Dillo a Maria”. Cinque diversi messaggi, tutti indirizzati alla sindaca. Le organizzazioni sindacali acuiscono così lo scontro e dichiarano apertamente di non essere disponibili al confronto. Dando così vita a una vera e propria escalation di natura chiaramente politica, se non addirittura elettorale. “Non accetto l’evidente ricatto di organizzazioni sindacali – precisa la sindaca Maria Ferrucci – che, invece di difendere i lavoratori, pensano a giocare un ruolo politico orientando il consenso in vista delle prossime elezioni”.
“Il nostro obiettivo – prosegue Ferrucci – è tutelare il bene comune e non gli interessi corporativi, che altrimenti rischiano di squalificare la categoria dei dipendenti pubblici, già sufficientemente sotto pressione per norme di natura nazionale. Abbiamo dato incarico ai dirigenti di razionalizzare ulteriormente la spesa per tornare a riconoscere la produttività a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Comune. Eppure si prosegue – evidenzia la sindaca – nello scontro, piuttosto che nel confronto leale”.
Sembra che oggi l’elemento del contendere non sia più il tema sul quale si è discusso, in ogni sede, per due anni, cioè il salario accessorio, ma l’ipotetica inadeguatezza di strutture informatiche o la presunta “cronica” carenza di personale. Temi mai portati ai tavoli della trattative e sui quali l’Amministrazione è disponibile al confronto.
“Il nostro Comune – precisa l’assessore al personale Emanuele Schmidt – è stato scelto dalla Regione per un progetto pilota dell’agenda digitale, che ci permetterà di avviare un percorso formativo rivolto ai dipendenti e a rivedere anche la dotazione strutturale, per migliorare l’efficienza interna. Comunque a me piacerebbe molto discutere in modo diverso con le organizzazioni sindacali, però per dialogare bisogna essere almeno in due. E l’altra parte non è disposta a farlo”.
La sindaca precisa anche il tema della qualità dei servizi, che i sindacati ritengono siano “peggiorati”. “Abbiamo mantenuto tutti i servizi rivolti ai cittadini – precisa la sindaca Ferrucci – nonostante una riduzione nella capacità di spesa di circa 12 milioni di euro in poco più di quattro anni. Aspetti che le organizzazioni sindacali fanno finta di non vedere, chiedendo addirittura di assumere decisioni chiaramente illegittime, che nessun amministratore pubblico, nessun consigliere comunale è disposto ad appoggiare”.
Intanto, la Giunta ha deciso di rivolgersi a un legale per salvaguardare l’immagine della città di Corsico e dell’intero Comune, compreso quindi anche il personale che vi opera. Infatti, le organizzazioni sindacali insistono sul presunto dissesto finanziario.
“È un’informazione chiaramente falsa – aggiunge l’assessore Schmidt, che ha anche la delega al bilancio – perché nel 2014 per la seconda volta siamo stati in grado di sostenere il patto di stabilità con le entrate correnti. È stato difficile gestire il bilancio in questi cinque anni. Queste affermazioni ledono l’immagine di questo Comune, che è ben più importante e merita di essere tutelata in tutte le sedi e con tutte le possibili modalità”.
Ufficio stampa Comune di Corsico

“Protesta o strumentalizzazione politica?”

emanuele-schmidt1L’assessore al personale Emanuele Schmidt stigmatizza il comportamento assunto ieri dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu e le conseguenti dichiarazioni rilasciate alla stampa. “Legittimi il confronto e la protesta, ma non è a rischio alcun posto di lavoro proprio perché i conti del Comune sono in ordine, mantenendo tutti i servizi con livelli alti di qualità”

(28 febbraio 2015) – “Convocare un’assemblea in orario di lavoro, quindi retribuita, è legittimo. Lo prevede il contratto di lavoro affinché i lavoratori si confrontino sulla trattativa in corso. Non è sicuramente altrettanto corretto trasferire sul piano prettamente politico il pur aspro confronto, raccontando evidenti falsità”: l’assessore al personale Emanuele Schmidt stigmatizza l’atteggiamento assunto dalle organizzazioni sindacali che, pur di sostenere la loro posizione, rilasciano dichiarazioni più dal sapore politico, che del confronto sulla trattativa.
“Non c’è dubbio – prosegue Schmidt – che sia assolutamente falso affermare che la riorganizzazione avrebbe accresciuto le ore di lavoro, addirittura mettendo a repentaglio la sicurezza dei lavoratori”.
“Non corrisponde al vero – prosegue l’assessore al personale – neanche il fatto che la Giunta userebbe l’importo del fondo di produttività per coprire un presunto dissesto finanziario. I conti del Comune sono in ordine, anche se non è stato certamente facile visto che, tra tagli e accantonamenti obbligatori per effetto del patto, in soli cinque anni la capacità di spesa si è ridotta di almeno 12 milioni di euro. Questo non ci ha permesso di investire quanto l’Amministrazione riusciva a fare fino al 2010. Però – precisa Emanuele Schmidt – abbiamo affrontato con determinazione tutti i problemi, mantenendo elevata la qualità dei servizi, recuperando milioni di euro per le scuole e oltre mezzo milione per affrontare l’emergenza casa, riducendo la tariffa rifiuti grazie a un nuovo appalto che accresce l’efficienza del servizio garantendo una città più pulita. Oltre a riattivare le energie positive della città”.
Non c’è alcun posto di lavoro a rischio. Infatti, l’oggetto del contendere è il salario accessorio. Da una parte c’è l’Amministrazione comunale che non può e non intende in alcun modo assumere decisioni illegittime, attenendosi a quanto prescritto dal Collegio dei revisori dei conti, che impone un recupero graduale di quanto distribuito in eccesso negli anni passati. Dall’altra ci sono le organizzazioni sindacali, che hanno abbandonato il tavolo della trattativa perché pretendono che il fondo di produttività venga comunque dato ai dipendenti comunali.
“I lavoratori sanno – sottolinea l’assessore Schmidt – che i provvedimenti assunti sono obbligatori e, nello stesso tempo, temporanei. Non è chiaramente una scelta politica, ma un’imposizione normativa alla quale molti altri Comuni si stanno adeguando. Noi, come altri amministratori, non possiamo ‘infischiarcene’ – come troppo spesso ci siamo sentiti suggerire – delle raccomandazioni dei revisori che sono preposti al controllo di come vengono spesi i soldi pubblici. Del resto se portassimo in consiglio comunale un bilancio senza la firma dei revisori e dirigenti, nessuno lo voterebbe”.